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domenica 22 maggio 2011

Sull'Ombra



Appunti sull’Ombra

Dentro ognuno di noi si muove guardinga un'Ombra. Dietro la maschera che ogni giorno indossiamo, per nostro compiacimento o per quello altrui, occultato abilmente dietro il volto, il sorriso, le diverse espressioni mimiche che "esponiamo" al resto del mondo, vive un lato della nostra personalità. Tutti i giorni - quelli della luce - ripetiamo in modo automatico sempre lo stesso rituale nevrotico. Ma quando cala il sole e sorge la luna, la notte si avanza e ci abbandoniamo, senza le corazze difensive, al sonno, quell'immagine umbratile si affaccia e ci chiede un confronto vis à vis: è l'Ombra che attraverso i sogni ci rivela la nostra vita non vissuta.
Ciascuno di noi ama costruirsi un'immagine di sé: ci piace immaginarci, intelligenti, generosi, capaci, con un buon carattere, rispettosi, bravi padri, brave madri, bravi studenti, dotati di particolari qualità, ecc.
In realtà, presa nel suo insieme la personalità possiede altre qualità di natura inferiore e di cui nonsiamo affatto consapevoli e coscienti. Il nostro lato Ombra ci pone faccia a faccia con tali qualità inferiori: brutalità, tradimento, crudeltà, violenza, odio, astio, cinismo, invidia, gelosia, ecc. e lo fa attraverso le immagini oniriche.
Jung teneva in grande considerazione l’”acquisizione della coscienza” che la comparava, usando un linguaggio metaforico, al più squisito frutto dell’”albero della vita” (Realtà dell’Anima,1933), pur riconoscendo che, senza alcun dubbio, il processo della coscienza, gettava il seme della frantumazione della continuità della Personalità totale, della dissociazione delle parti superiori dalle parti inferiori.
Ad evitare possibili malintesi, è bene fare una puntualizzazione. Quando Jung parlava di tali parti inferiori della personalità si riferiva a quelle che presentavano già tutte le caratteristiche attribuite ai complessi (ved. Complesso dell’IO-Costellazioni), questi frammenti inferiori, a differenza del “rimosso” freudiano, presentavano un certo grado di organizzazione e centralizzazione (Nucleo centrale). Altra, e necessaria, precisazione va fatta anche per la nozione junghiana di opposizione di parti inferiori e superiori della personalità che non coincide con la distinzione fatta da Freud tra processi primari e processi secondari.
Indagando la psicologia junghiana si evince che la parte inconscia della personalità non è né “liberamente mobile”, né soggetta al principio di piacere, ma è subordinata all’organizzazione della personalità totale, così come per i processi coscienti.
Il frammento di personalità inferiore, separato dall’IO, per la psicologia junghiana si manifesta principalmente nell’Ombra (L.Frey-Rohn, 1961). Scrive Jung (Psicologia dell’inconscio, vol.7,pag.67, nota 5) che con il termine “Ombra intendo il “lato negativo” della personalità, e precisamente la somma delle caratteristiche nascoste, sfavorevoli, delle funzioni sviluppatesi in maniera incompleta e dei contenuti dell’inconscio personale”.
L’Ombra personale, stando alla interpretazione data da Jung stesso, è una parte inferiore della personalità, un segmento includente i tratti delle qualità inferiori e indifferenziate; sono tratti deficitari e spesso negativi. Nel 1917 descrive in modo alquanto suggestivo questo aspetto della personalità umana accostandolo ad una sorta di alter ego […….]”è ”un altro”, un uomo reale che pensa, fa, sente e aspira a tutto ciò che è riprovevole e degno di disprezzo […]. L’uomo integro però sa che anche il suo più spietato nemico, anzi un’intera schiera di nemici, non vale […],quell’unico tremendo avversario, quell’”altro” che è in lui, che “abita nel suo petto””. Insomma un
pericoloso mister Hyde alberga in ciascuno di noi.
L’Ombra è “qualcosa di inferiore, primitivo e comprende qualità inferiori, infantili e primitive”, sono qualità che per certi versi rendono l’esistenza dell’uomo, se vogliamo, “più vivace e più bella” ma, senza alcun dubbio, “urtano contro regole consacrate dalla tradizione”.
Tuttavia Jung sottolinea che l’Ombra è “negativa” soltanto dal punto di vista della coscienza, perché, e ciò è essenziale per la psicologia junghiana, non comprende solo quei contenuti giudicati incompatibili con i valori sociali come afferma la teoria freudiana, ma contiene allo stato potenziale anche valori della più alta moralità ancora sconosciuti per l’IO o non ancora riconosciuti da esso.
Quindi, Jung era dell’idea che l’Ombra non fosse negativa, al contrario, in essa vedeva una prospettiva di potenzialità costruttiva per uno sviluppo futuro; talvolta nell’Ombra c’è un lato nascosto che la società può valutare in termini positivi, ma giudicato ancora inferiore dall’individuo. Perfino nei contenuti più sottovalutati e inferiori della psiche inconscia, Jung coglieva sempre il seme della trasformazione da cui poteva nascere qualcosa di positivo nel futuro.
L’Ombra non è solo esclusa dalla coscienza, perché inaccettabile e incompatibile con i suoi valori,ma è anche soggetta a inibizione (resistenza) da parte della coscienza stessa, e in generale, meno differenziata, se non di natura inferiore.
Alla stessa maniera dei complessi, essa incorpora sia la tonalità affettiva che la rappresentazione e,come parte integrante del normale sviluppo della personalità, non è soggetta a meccanismi di separazione e sostituzione (come la rimozione freudiana), né ad una modificazione dell’investimento libidico. A parte il suo carattere inconscio, la personalità inferiore presenta i medesimi contenuti di quella superiore, vale a dire idee, pensiero, immagini e giudizi di valore.
Così è evidente che l’Ombra non è sempre patologica, ma può assumere caratteristiche della malattia mentale sotto l’influenza di atteggiamenti aggravanti, come ad esempio fenomeni di blocco dovuti a regressione. Inoltre si manifesta nella sua incessante attività immaginativa sia diurna che notturna e nella fenomenologia del mito, delle fiabe, del racconto fantastico, del romanzo e della poesia. Il termine e il concetto Ombra sono rintracciabili, talvolta anche con riferimenti indiretti, in Trasformazioni e simboli della libido, in Psicologia dell’Inconscio, in Tipi psicologici.
In Tipi Psicologici, ad esempio, Jung fa esplicito riferimento all’insieme delle funzioni e degli atteggiamenti non ancora sviluppati nella personalità. Più interessante ancora, è l’indicazione che il “lato oscuro” e inconscio viene accolto dal simbolo tramite la sua organizzazione compositiva e assimilatrice. Pertanto, una volta arricchito di nuovi significati, il termine Ombra ricorre in tutta l’opera junghiana e nei diversi ambiti nei quali la mente fervida e curiosa e attenta dello psichiatra svizzero si è cimentata.
Per fare un esempio:  Storia delle religioni }L’ombra da sinonimo di inconscio personale si
                               Mitologia comparata }carica di significati extraindividuali divenendo
                                 Etnologia, Alchimia }immagine di uno dei molteplici archetipi dell’inc.coll
Infine, l’Ombra si interfaccia e si intreccia con tematiche esistenziali, di cui il Male è solo una delle molteplici forme.
 

Caratteri dell'Ombra
                                                            
Concetto Ombra:
  colto nel senso empirico ha differenti significati :                  
 1 parte personale                        Si trovano in relazionedinamica tra loro:
 2 significato archetipale           1) lato non accettato
 3 immagine archetipale            2) archetipi vita psichica
                                                       3) veicolo emozioni connesso a rifiuto della coscienza di qualcosa che è
                                                              comunque valore.

Metafora:         nella metafora si colgono 2 differenti  caratteri:          
1 capacità evocativa :    Immaginale.Nonostante gli sforzi per allontanarci  da aspetti a noi sgraditi,
                                           l'Ombra  mostra lo stesso la sua  presenza con emozioni, immagini,

2 polisemia indefinita:   Diversi, indefiniti contorni semantici, l'Ombra assume diverse accezioni : es.
                                           corpo opaco, oscuro: tenebra, privazione di luce, luce indiretta;
                                           linea di confine, ecc.
                 
                
                                                             
                                                                       
Dr.ssa Donatella Steck   
Autori e opere sono citati nel testo.
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domenica 17 aprile 2011

Sul Sogno.



L'uomo, sin dall'inizio della sua comparsa sulla terra, è affascinato e nel contempo intimorito dai propri sogni che sembrano provenire da un altro mondo, più intimo, più segreto, più misterioso.
Secondo la mentalità primitiva - ancora non è avvenuta l'evoluzione piena della coscienza - il sogno ha un valore sacro ed è a partire da questo che diventa possibile la comunicazione immediata e completa tra ciò che si definisce realtà sensibile e le forze mistiche.......
vai alla pagina Sogno: da Freud a Jung


15 giugno: 3 elemento sogni collettivi: La Terra

martedì 29 marzo 2011

Qui si parla di....

Parlare di Psicologia in maniera fruibile non sarà un'impresa facile, ma ci si può provare. Senza avere alcuna pretesa di preparare manuali di psicologia - ce ne sono parecchi in giro - né scrivere un trattato di psicologia - professori di alto lignaggio lo hanno ampiamente fatto - noi siamo partiti da alcune lezioni che sono risultate abbastanza interessanti, da seminari tematici, dal gruppo di elaborazione dei sogni. Ecco come è venuta in mente l'idea di creare un blog; l'obiettivo è quello di trasferire la nostra esperienza fatta sul campo. E' ovvio che, non avendo inventato nulla, quando si affronteranno temi specifici, il supporto teorico  delle diverse sfaccettature inerenti la psicologia, l'opera lasciata da coloro che per primi con coraggio e audacia ne hanno parlato (considerando l'epoca e la cultura in cui erano immersi),  saranno i nostri strumenti di lavoro.
Si è pensato di suddividere gli argomenti creando pagine specifiche che compaiono nella home page del blog.  Inizieremo da una panoramica generale parlando di Personalità. Il concetto di personalità varia nelle diverse scuole di pensiero, poiché ogni individuo nel suo procedere si trasforma continuamente e con esso anche la sua personalità, ciò rende pressoché impossibile operare una classificazione.
Si presenterà rapidamente il modello teorico di riferimento delle diverse scuole di pensiero, ma successivamente ci proietteremo sulle prime scuole di psicologia psicodinamica, a partire dagli studi di Freud, Jung,  Adler. Parleremo della loro teoria, cercando di cogliere assonanze e differenze.